Il teatro e il suo recupero

Il teatro di Benevento, in parte sempre visibile, ha seguito tutte le vicende storiche della città dall’antichità ai giorni nostri. Usato come cava di materiale e punto su cui fondare nuove abitazioni, l’edificio, confuso a lungo con l’anfiteatro, fu oggetto di interessi archeologici intorno al 1890, quando l’architetto Almerico Meomartini programmò i primi scavi ed esegui la prima pianta dettagliata dei resti architettonici. Indagini archeologiche sistematiche nell’area furono iniziate nel 1923 ad opera dell’architetto Roberto Pane e interrotte nel 1930 a seguito del terremoto del 23 luglio. Dopo l’esproprio delle abitazioni insistenti sull’edificio, scavi archeologici furono compiuti dal 1934 fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Divenuto monumento pubblico, il teatro, dopo importanti interventi di restauro, il 26 giugno del 1957 ospitò lo spettacolo del commediografo greco Aristofane intitolato “Le donne al parlamento”. Nel 2015 sono state promosse indagini archeologiche In un’area del teatro solo parzialmente interessata dai restauri moderni, in corrispondenza della Chiesa di Santa Maria della Verità, costruita nel 1782 sui resti della cavea. Lo scavo ha permesso di riportare alla luce e di restaurare con nuova metodologia le gradinate del II secondo secolo dopo Cristo. È stato possibile, inoltre, acquisire importanti dati sull’aspetto originario dell’orchestra e rintracciare le fasi costruttive più antiche del teatro.