I sec. a.C. – I sec. d.C.

Il leone funerario in pietra calcarea è stato rinvenuto a Sant’Angelo a Cupolo, in contrada Motta, nei pressi del greto del fiume Sabato. Del leone, la cui superficie appare fortemente erosa, mancano la base, parte delle zampe posteriori e quelle anteriori. Bisogna immaginare le zampe posteriori leggermente piegate, ma ben piantate a terra; quelle anteriori dovevano essere mosse in avanti in posizione di attacco. Il leone presenta una grossa testa leggermente girata, avvolta da una folta criniera caratterizzata da ampie ciocche serpeggianti, quasi ad imitare delle fiamme. Le fauci sono aperte e lasciano fuoriuscire la grossa lingua pendente. Leoni che presentano caratteristiche stilistiche simili sono stati rinvenuti in molti centri d’età romana distribuiti sul territorio italiano. Come il leone beneventano essi sono stati realizzati tra l’età tardo-repubblicana e la prima età giulio-claudia (I sec. a.C.-I sec. d.C.) da botteghe che sul posto lavorano pietre locali. A Benevento, sei leoni in pietra calcarea con caratteristiche analoghe, rinvenuti in prossimità della città romana, sono esposti presso la “Loggia dei Leoni” del Museo del Sannio; presso lo stesso Museo è custodito inoltre un esemplare rinvenuto ad Apollosa. Presso la Rocca dei Rettori, in Piazza IV Novembre, è stato reimpiegato su un alto supporto un leone quasi del tutto conservato. Anche presso il giardino della Rocca dei Rettori è conservata la statua di un felino. Altri due leoni sono reimpiegati ai lati dell’ingresso monumentale del cortile interno del Palazzo Arcivescovile. Scavi archeologici condotti a Pompei, Sepino, Aquileia, Correggio hanno permesso di individuare le caratteristiche architettoniche dei monumenti funerari completati da statue di leoni.

