Pulpito e scena

Inizi del secondo secolo dopo Cristo

Il palcoscenico, in latino pulpitum, sistemato dinanzi alla scena, era il luogo dove gli attori mettevano in scena le rappresentazioni teatrali. Esso rappresenta il fulcro dello spazio scenico; è qui che erano rivolti gli occhi degli spettatori seduti sulle gradinate semicircolari della cavea. Il pulpitum, la parte del proscaenium dove si svolge l’azione, è una innovazione architettonica propria del teatro romano. Negli edifici da spettacolo greci non esisteva, infatti, un palcoscenico, poiché le rappresentazioni si svolgevano presso l’orchestra, lo spazio semicircolare delimitato dalle gradinate, e sulla scena, che solo nel corso dei secoli si trasformò in uno spazio rialzato con alle spalle uno spazio caratterizzato da nicchie curve e rettangolari. Nonostante la scena del teatro beneventano sia poco conservata, i frammenti architettonici di grandi proporzioni ancora presenti nell’area permettono di ricostruire l’aspetto originario del frontescena, che si sviluppava in età severiana su tre ordini di colonne con capitelli corinzi. Marmi provenienti dalle principali cave del Mediterraneo decoravano ogni porzione dell’edificio scenico, che con le sue 54 colonne doveva impressionare per monumentalità e ricchezza decorativa pubblico, visitatori e attori.